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venerdì, 21 Luglio 2017
Portale Il Comune Segreteria Generale Contenuti Segreteria generale Comunicazioni Responsabile per la Trasparenza Allegato al Provvedimento n. 2233 del 24/08/2016
Il Comune
 

Allegato al Provvedimento n. 2233 del 24/08/2016

Accertamenti compatibilità assessore comunale. Intervento urgente per assicurare la trasparenza e l'immagine dell'ente.

In relazione alla vicenda dell'incompatibilità di un assessore comunale, si rende atto che:

  • su iniziativa del Segretario Generale dell'Ente, in qualità di Responsabile locale dell'Anticorruzione, tutta la documentazione relativa all'istruttoria compiuta a livello locale è stata trasmessa all'ANAC, Ente Nazionale Anticorruzione. La trasmissione è avvenuta in data 4 agosto 2016, mediante PEC. Ad oggi si è in attesa della risposta da parte del suddetto ente;

  • la trasmissione all'ANAC è avvenuta in quanto alcuni consiglieri hanno sostanzialmente posto in discussione la certificazione rilasciata da altre pubbliche amministrazioni, circa l'assenza di controllo pubblico della società presso la quale l'assessore svolge il ruolo di dirigente. La situazione di controllo pubblico della società è essenziale ai fini della sussistenza dell'incompatibilità. Il Comune di Arezzo è estraneo a tale società e pertanto non ha né titolo né competenza ad esercitare la valutazione in questione. L'ANAC invece possiede competenza sull'intero territorio nazionale ed è pertanto titolata al compimento di tale indagine. Per questo motivo la trasmissione all'ANAC si configura come atto dovuto;

  • il procedimento a livello locale è stato chiuso e non è quindi ad oggi pendente. Nell'ambito dell'istruttoria svolta localmente dal Comune di Arezzo, la certificazione di assenza di controllo pubblico rilasciata dalle pubbliche amministrazioni che congiuntamente detengono la maggioranza delle azioni della società ha comportato la conclusione del procedimento prendendo atto che “dagli atti così acquisiti, la Società XXX risulta non controllo pubblico e pertanto l'assenza di tale elemento è sufficiente ad escludere la sussistenza della causa di incompatibilità in capo all'assessore”;

  • le conclusioni dell'istruttoria sono dovute, in quanto vincolate dalla certificazione rilasciata dai due enti pubblici e non avrebbero pertanto potuto essere differenti. Il Comune di Arezzo ha infatti competenza limitata all'ente di riferimento e non può pertanto compiere valutazioni su una società sulla quale non ha alcuna partecipazione azionaria, né diretta, né indiretta e sulla quale non esercita alcun potere di ingerenza sulla governance o sulle nomine. La remissione ad ANAC della questione, con particolare riferimento al controllo pubblico, in conseguenza della messa in dubbio da parte di alcuni consiglieri, costituisce atto dovuto per lo stesso motivo essenziale, poiché l'ANAC, in quanto avente competenza sovra comunale, è l' Ente competente a pronunciarsi in merito;

  • la verifica in sede locale è stata compiuta nella più stretta e rigorosa osservanza della disciplina applicabile e nelle 15 pagine di istruttoria si rende puntualmente conto e ragione del percorso logico e giuridico seguito, in modo da rendere verificabili e riscontrabili le conclusioni raggiunte. Il riscontro presso le altre pubbliche amministrazioni che ha determinato l'esito di cui sopra non costituisce mera richiesta di apporto collaborativo, ma l'applicazione di specifiche disposizioni di legge che impongono l'attivazione di tale procedura. Non sarebbe stato possibile, in quanto non consentito, sottoporre sin da subito la questione all'ANAC, poiché è prima necessario compiere le verifiche a livello locale;

  • la situazione di incompatibilità sussiste nella ricorrenza cumulativa delle tre condizioni puntualmente esaminate nella relazione istruttoria (svolgimento dell'incarico in enti di diritto privato in controllo pubblico; incarichi dirigenziali interni od esterni; livello regionale/provinciale della società). Le certificazioni rilasciate da altre pubbliche amministrazioni circa l'assenza di controllo pubblico, determinando la mancanza di una delle tre condizioni necessarie ai fini dell'incompatibilità, hanno reso superfluo l'accertamento della verifica dell'altro profilo dubbio. Si tratta della qualificabilità dell'incarico svolto dall'assessore presso la società come incarico dirigenziale interno o esterno, in relazione alla necessità di stabilire l'esercizio in via esclusiva delle competenze di amministrazione e gestione, secondo le definizioni fornite dalla legge. Ciò anche in relazione all'operatività del particolare regime transitorio e derogatorio in essa previsto, riferito agli incarichi conferiti prima del 4 maggio 2013, data di entrata in vigore del decreto sull'incompatibilità. L'ANAC ha infatti ritenuto di escludere l'incompatibilità nel caso di incarico dirigenziale conferito prima del 4 maggio 2013 e la carica di assessore attribuita successivamente (Orientamento 52 del 3 luglio 2014). Si tratta di una situazione apparentemente analoga a quella dell'assessore del Comune di Arezzo. Nel caso specifico sono tuttavia emerse circostanze concrete che hanno indotto a ritenere dubbia l'applicabilità dell'orientamento. In sede di istruttoria locale, non si è pertanto ritenuto che la posizione ANAC fosse sufficiente ad escludere la presenza di tale specifica condizione e quindi l'incompatibilità. L'accertamento è stato comunque compiuto anche con riferimento a tali profili, sebbene a questo punto non decisivi, nei limiti consentiti dalla legge all'autorità locale anticorruzione in modo da fornire un quadro completo e trasparente della situazione;

  • l'accertamento sulla situazione di incompatibilità ha preso avvio sulla base di un documento di sfiducia dell'assessore presentato da alcuni consiglieri comunali. Ne è seguita la corretta qualificazione giuridica dell'atto, non risultando possibile una mozione di sfiducia ad un singolo assessore, presentata peraltro da un numero insufficiente di consiglieri. Si è quindi provveduto ad avviare il procedimento relativo in contraddittorio con l'assessore interessato in modo da assicurare il diritto di difesa. L'avvio del procedimento è avvenuto in data 20/04/2016, prevedendosi un termine indicativo di conclusione di 30 giorni. Nel corso dell'istruttoria è emersa la necessità di acquisire la certificazione di altre pubbliche amministrazioni, come sopra evidenziato, con la conseguente impossibilità di rispettare il termine inizialmente previsto. Il prolungamento del termine, derivante anche dalla complessità delle verifiche, è stato disposto con note scritte e protocollate, che rendono atto in piena trasparenza delle motivazioni del ritardo. Il procedimento è stato chiuso con documento datato 23 giugno 2016 e quindi a 60 giorni dall'apertura, nel rispetto del termine stabilito con le note di differimento;

  • la mozione che ha comportato la verifica dell'incompatibilità è stata presentata in data 18/04/2016 e quindi ben oltre la data di conferimento dell'incarico di assessore avvenuta in data 01/07/2015. In tale periodo si sono succeduti due segretari generali, l'ultimo dei quali, ha assunto servizio in data 4/01/2016 e che è quello che ha avviato e concluso l'istruttoria a livello locale. L'attivazione del procedimento di verifica è avvenuta il giorno successivo la presentazione della mozione.

La presente nota è redatta in qualità di responsabile della trasparenza ed anticorruzione, in relazione all'esigenza di garantire la completezza delle informazioni riferite ad un assessore comunale come risultanti dalla sezione Amministrazione Trasparente a fronte di dichiarazioni a mezzo stampa potenzialmente idonee ad alterare il quadro conoscitivo da parte della collettività. Ciò mediante un'illustrazione chiara, sintetica e comprensibile della vicenda. Si rende atto che, in coerenza con quanto stabilito dal Garante per la Privacy, con provvedimento n. 243 del 15/05/2014 e quindi in aderenza ai principi di non eccedenza e di pertinenza delle informazioni pubblicate rispetto alle finalità perseguite, si sono omessi i riferimenti non strettamente necessari che consentano l'identificazione delle persone fisiche e giuridiche.

I fatti e le informazioni indicate rinvengono puntuale riscontro nella documentazione agli atti dell'ufficio Segreteria Generale. L'operato di funzionari pubblici è soggetto a critica, ma questa deve essere motivata dalla dimostrazione della mancata o scorretta applicazione della normativa applicabile, in quanto il compito del dipendente pubblico è l'applicazione della legge, anche quando gli effetti di tale applicazione possono risultare non graditi. Risultano invece inammissibili attacchi gratuiti e immotivati che si risolvono nella lesione sia della trasparenza che dell'immagine dell'Ente.

Nonostante l'invito rivolto agli autori delle dichiarazioni alla rettifica delle notizie diffuse, si è persistito nella diffusione delle medesime. Le dichiarazioni in questione alterano il quadro conoscitivo risultante da quanto pubblicato nell'apposita sezione del sito comunale con riferimento agli amministratori comunali. Si rende pertanto necessario un apposito intervento finalizzato a garantire la trasparenza intesa quale completezza e veridicità dell'informazione, idoneo a ripristinare l'integrità dell'immagine del Comune presso la collettività.

 

F.to il Responsabile per la Trasparenza e Anticorruzione

(Dr. Diego Foderini)

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