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Raro festival e questione culturale. La posizione dei consiglieri Andreani e Casi (Lega)

“Arezzo si sta aprendo all’esterno. Una svolta apprezzata anche da Cacciari”

 

Il capogruppo della Lega - Salvini Premier, Egiziano​ Andreani, e il consigliere Alessandro Casi intervengono sul tema del Raro festival e, più in generale, sulla questione culturale aretina.
 
“In questi giorni abbiamo ascoltato e letto analisi di vario tenore, comprese quelle molto critiche provenienti dall’ex assessore alla cultura della giunta Fanfani nonché ideatore di Icastica. A Pasquale Macrì, il quale ha ricordato che la sua mostra riempiva le piazze, rispondiamo che piazze colme di gente, noi non le ricordiamo. Gli diamo atto, per onestà intellettuale, che il suo intento, pur timido, puntava ad aprire verso l'esterno la città. Ma la nicchia dell’arte moderna portò risultati decisamente inferiori alle aspettative.
Per nove anni la giunta Fanfani ha lasciato Arezzo ripiegata su se stessa. Il cambio di rotta con la nuova amministrazione è evidente: l’impostazione di lavoro delle Fondazioni sta aprendo nuovi orizzonti, tant’è che perfino l’ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, ha riconosciuto la bontà di questa svolta. E stiamo parlando di un personaggio decisamente più vicino, sul piano politico, alle forze di opposizione che a quelle di maggioranza.
Arezzo si sta svegliando dal torpore, si sta aprendo all’esterno e il Raro festival va inserito in un progetto globale che comprende molteplici altre attività, tra cui anche il cartellone con le iniziative di Natale, capaci di far arrivare in città centinaia di migliaia di persone che non conoscevano Arezzo. Occorre una città attrattiva e aperta al mondo, con proposte che non siano legate solo agli aretini, così che il turismo diventi il "nuovo oro". 
Considerare il Raro festival come un evento a sé stante è fuorviante e ingiusto. Logica vuole che la sua portata turistica e promozionale, nonché i suoi risvolti economici, vadano giudicati a tempo debito. Per adesso possiamo sottolineare che si tratta di una manifestazione di alto livello, che mira a diventare un punto di riferimento come sono Umbria Jazz o il Festival dei due mondi, e che, trattandosi della prima edizione, può ovviamente essere migliorato.
Non scordiamo, infine, che all’interno della Fondazione ci sono 25 associazioni culturali del nostro territorio con le loro iniziative”.
 
“Arezzo da un punto di vista musicale è il centro del mondo – ha concluso il capogruppo Andreani.  Qui è stato partorito da "Guido D'Arezzo" il linguaggio musicale, una lingua universale che comprendono tutti”.

 

 

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