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Spreco di denaro per la nuova sede della Pm, il caso alla Corte dei conti

Esposto alla magistratura contabile di Pd, Arezzo in Comune, Paolo Lepri del M5S e LEU Arezzo

Quasi 6 milioni di euro per acquistare e demolire l’ex scuola e ricostruire la sede della polizia municipale in via Filzi. Una cifra spropositata che graverà sulla spesa corrente del Comune di Arezzo, riducendo la possibilità di effettuare quelle indispensabili manutenzioni che il territorio richiede. Per queste ragioni, avendo trovato un muro di gomma in Consiglio Comunale, abbiamo portato le carte alla Corte dei Conti di Firenze: sarà la magistratura contabile a verificare la congruità dell’operazione e a stabilire, come noi crediamo, se sia stato generato un danno erariale alle casse pubbliche.

In particolare, come già stabilito dalla sezione della Corte dei Conti della Basilicata, nel nostro caso non sussiste la condizione dell’indispensabilità di questa spesa. Il Comune di Arezzo dispone già di una sede, inoltre anche la volontà di trasferire il comando nella zona di Saione, non rende indispensabile acquistare quell’immobile, poiché l’amministrazione è proprietaria di uno stabile in via Tagliamento, a 400 metri di distanza da via Filzi. 

A nostro avviso c’è stata anche scarsa trasparenza nell’iter seguito dall’ente, prima della selezione attraverso bando è stato eseguito un sopralluogo dei tecnici del Comune nell’immobile scelto successivamente, inoltre l’incarico per la progettazione preliminare è stato affidato prima della stima del valore a opera dell’Agenzia del Demanio. Facciamo nostre le preoccupazioni dei dipendenti della polizia municipale e vogliamo rassicurare i cittadini che la riqualificazione e la sicurezza pubblica non si fanno con operazioni immobiliari di questo genere. Come dimostrano anche le recenti attività di polizia nella zona di Saione/Pionta, le attività di repressione del crimine si possono fare comunque, quello che serve è un maggior numero di agenti per il presidio del territorio. Ancora una volta, come per Coingas e per gli spettacoli, Ghinelli e soci si danno alle spese pazze.

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